Immaginatela bella, bellissima. Dentro, fuori, che importa?
Margarete non somiglia a nessun’altra, e forse è per questo che nessuno riesce a dimenticarla. In molti, alla corte di Castel Tirolo, non hanno il coraggio di sostenere il suo sguardo. Dev’essere la sua fierezza a metterli in soggezione, anche se è giovanissima.
Lei è la contessa. Ha occhi magnetici, usa parole penetranti, non ha paura della verità. Intimidisce i servi e i membri delle delegazioni che vengono in visita dai regni stranieri.
E cosa fanno certi uomini quando hanno paura di una giovane donna? Si rifugiano nella maldicenza. Dicono che è sgraziata, che è malvagia, perfino mostruosa, e se ne tengono alla larga. Inventano storie crudeli, così numerose da accompagnare Margarete per tutta la vita. Diranno che, quando è nata, sua madre ha distolto lo sguardo. Diranno che è selvatica, che ha labbra deformi e il veleno nella lingua, che mangia carne cruda con le mani e che possiede braccia capaci di stritolare un essere umano.
Ma tu a questo non devi mai credere.
Margarete è bellissima. Lo è già da bambina e lo sarà da grande, quando diventerà una vera contessa pronta a governare il suo popolo.
Nel frattempo, affinerà mente e spirito. Leggerà il Vecchio e il Nuovo Testamento, e di fronte a un vescovo saprà citarne interi passi a memoria. Imparerà a parlare a voce alta e a scandire bene le parole. A redigere contratti, ad arredare un castello, a lanciare il giavellotto, a addestrare un falco, a ricamare con le altre dame di corte, a bere vino giocando a dadi.
A punire un ladro. A recitare poesie in italiano e in francese.
A indossare un abito di ferro per difendersi da coloro che attaccheranno il suo regno.
Ma per ogni cosa che Margarete imparerà ci saranno sempre uomini spaventati pronti a inventare storie su di lei per screditarla. E si sa che la gente vuole credere a certe storie, anche se sono false, perché una donna con uno sguardo così, con quel carisma, fa paura a troppi uomini che non possono permettersi di far sapere agli altri che hanno paura. Il loro orgoglio ne uscirebbe distrutto, ed è l’unica cosa che conta.
Però tu non crederci mai. Perché Margarete è bellissima.